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Volontariato è: valorizzare
ogni legame con persone meno fortunate, amandole, rispettandole e aiutandole a trascorrere
in ogni occasione momenti indimenticabili con ognuno di noi.
Volontariato è: un mare di amore per un futuro migliore fatto di persone buone e generose che
aiutano quelle bisognose. Un spiraglio di luce in mezzo al
buio dell’indifferenza di molti. Il volontariato, Chi lo ha
inventato? Persone buone con il cuore pieno
d’amore.
Volontariato è: il
volontariato è aiutare gli altri. Una libera scelta fatta da persone piene d’amore. E’ solidarietà, aiuto, beneficenza e buona
volontà verso gli altri; è un dono di affetto ai più bisognosi. Ma anche sacrificio, buona volontà e forza
d’animo. Volersi bene, amarsi e rispettarsi, anche
semplicemente ascoltando chi ha bisogno di parlare. Se lo scegli ti riempirà la vita di gioia. A questo punto manchi solo tu!!!
Volontariato è:
…sentir palpitare il cuore di chi ti è vicino e sentirlo tuo fratello perché creato
dall’Unico papà del Cielo. E’ ascoltare la sua voce, quello che ti dice
con le parole e ancor più col suo silenzio che nasconde in fondo al cuore solitudine e
dolore. E’ accogliere le sue ansie, condivider le sue
pene, è sapere che insieme, tenendosi per mano si può andar molto lontano. Esser certi che con noi c’è Qualcuno che ci
tiene nel palmo della mano; se insieme camminiamo, con Lui tutto possiamo. E’ ascoltare quella voce che ti dice:
"E’ tuo fratello, sta con lui e donagli il mantello, se ha freddo e ha bisogno
di coprirsi". Stagli accanto e riscalda il suo cuore con
l’Amore che ti viene dal Signore, quell’Amor che tutto dà perché è pura
carità. E più dai e più ricevi, è la legge della vita che
in fondo al tuo cuore ti sussurra: dona amore; ma l’amore, quello vero, ti fa essere
sincero, attento e premuroso e con meno ha, avrai più carità. Tutto passa, tutto è niente, ma l’amore che
hai donato, resterà tua corona per l’eternità A volte basta poco, un sorriso, un po’ di
cuore, sostenere con amore chi camminar non sa per trovare una nuova libertà, e con
questa puoi volare anche se non sai camminare; con la vera libertà si contempla "insieme"
l’immensità. Il dolore se ne va e resta solo l’amore e la
bontà che ti riempie il cuore di felicità.
Volontariato è: Un
sorriso, una parola di conforto, uno stare insieme con chi è solo, una seconda
possibilità per chi ha sbagliato, un modo di capire la sofferenza di queste persone, un
modo per noi di far parte dei loro momenti di gioia, un modo per noi di vivere una vita
migliore…
Volontariato è: Sola, al buio della mia stanza, intorno a me il nulla, mi sembra d’esser avvolta nell’infinito immenso niente… solitudine, tristezza, malinconia … non posso fuggire da me stessa … a volte vorrei… per non sentirmi inutile, fragile e terribilmente insopportabile… come vorrei sentirmi parte di qualcosa … … eppure … a volte penso … qualcosa da salvare ci deve essere in me … poi arrivò un giorno, un giorno freddo, grigio, il vento mi spettinava i capelli, le onde si frantumavano sugli scogli … e un raggio di pallida salvezza si fece strada tra le tenebre, come per illuminarmi, come se qualcuno mi cercasse la paura di coglierlo era forte, ma forse era la sola occasione che avevo mi feci coraggio, dovevo riuscire a sconfiggere questa oscurità che s’insinuava sempre costantemente tra me e tutto il resto … poi pensai … io non ho nulla da offrire a colui che mi sta cercando … però no, non mi devo scoraggiare, io sono tutto quel che ho, e ciò che possiedo lo donerò… Da allora ho imparato cosa vuol dire aiutare, donare, amare e ogni volta di fronte a coloro che mi accettano per ciò che sono, e a coloro a cui riesco a far nascere un sorriso con cose così semplici, il mio volto viene rigato fa una lacrima che non riesco mai a trattenere … forse è un segno che dentro di me sono cambiata da quando so offrirmi agli altri, è segno d’amore, come se qualcuno avesse gettato dentro di me un seme, che finalmente sono riuscita a far germogliare … Ora tocca te, seguimi aiutiamoci a crescere nell’amore e nella solidarietà … non farti condizionare da chi ti sta intorno … … segui ciò che ti suggerisce l’anima
…
Ore spente. Ecco gli
antichi desideri che passano ancora sogni di uomini stanchi, ancora sogni che si stancano ecco passati i giorni della speranza!! In chi bisogna fuggire oggi! non c’è più nessuna stella: ma ghiaccio sulla noia e panni azzurri sotto la luna. Ancora singhiozzi presi in trappola! guardate i malati senza fuoco, e gli agnelli che "brucano la neve", abbiate pietà di tutto, mio Dio!. Io, aspetto un po’ di risveglio, io, aspetto che il sonno passi, io, aspetto un po’ di sole sulle mani gelate dalla luna.
AD UNA NUOVA AMICA: Credevo di poterti guarire, ero così sicura di ciò
che ero, di ciò che avrei potuto essere. Credevo di poterti capire, di saper leggere nei tuoi
occhi ogni pensiero, ogni discorso prima che fosse detto e tutti quelli che mai avresti
detto. Nella tua fragilità, nella tua solitudine e in quel tuo sguardo perso, ho trovato
me stessa. Un’anziana donna, come tante, un cuore di nonna un sorriso materno, la tua
saggezza gelava ogni evasione, sapevo che avresti voluto fuggire, lo leggevo nei tuoi
occhi, eppure eri felice. Si dice che l’intelligenza stia nel sapersi adattare alle
situazioni, tu sei la persona più intelligente che io abbia mai conosciuto, lo facevi per
gli anziani, stavi zitta anche quando ti sentivi morire. Pensavo di aiutarti ed invece tu hai aiutato me, con
le tue poche parole, ma tanto profonde da scavare il letto ad un fiume di sentimenti nuovi
e finalmente autentici. Quando sono entrata i quell’ospizio mi sentivo
sana, serena e pronta ad aiutare gli altri, incontrandoti ho capito come nel più
bisognoso degli sguardi si nascondesse la mia salvezza, quella parte di me che avevo
nascosto, dimenticato o solo mascherato,nella speranza di essere più forte. Trovi, nel cuore solo di un altro l’amore per
la vita e comprendi che la vanità è nulla e l’affetto tutto, ti accorgi che il
senso che hai dato alla tua vita ha il sapore di un cibo scaduto, di un treno perso. Nel
sorriso di chi ti aspetta in una stanza d’ospedale, puoi trovare il treno della
felicità, il cibo dell’assistenza. Quella che nasce è un’amicizia del tutto
nuova, nasce quando trovi nascoste nell’altro le tue medesime paure e la stessa
voglia di ricominciare. Quando riesci ad ascoltare l’altro con la parte
più vera di te, scopri custodite il lui le ali del tuo volo e ti senti importante perché
è lui a diventare indispensabile e non tu. In te ho trovato tutto questo, perché la tua
solitudine è diventata la mia e la mia gioia la tua, ascoltandoti ho compreso la
precarietà della vita che, può finire in un giorno di pioggia ed essere dimenticata, se
non vissuta intensamente. Pensano che il volontariato fosse cosa per chi non
ha nulla da fare, nulla erano invece le cose che io credevo di avere. Se non ti avessi incontrata chi sarei ora? Dove
starei andando… In te ho trovato l’amore di un’amica, il
consiglio di una madre, la complicità di una sorella. Chi ti ha lasciata sola? Come ha potuto il mondo
dimenticarsi, anche solo per un istante di te, che nel mondo hai a lungo vissuto e da cui
hai molto imparato? Ogni volta che chiuderò gli occhi rivedrò il tuo
volto provato dal tempo, sentirò le tue mani nelle mie, la tua voce risuonerà nella mia
mente. Ogni giorno al mio risveglio ti sentirò ripetere:
"Vivi e vivi intensamente", questo mi hai insegnato e questo sarà per sempre il
mio pensiero, così che la mia vita non sia una foglia che cadrà al primo autunno, ma un
ricordo eterno, come il tuo che ora vive in me.
VOLONTARIATO
ANZIANI,
MALATI, DROGATI PROFUGHI, DOWN ED ALCOLIZZATI NON VALORIZZANDOLI VERAMENTE LI HANNO POSTI LONTANO DALLA GENTE
CARO AMICO ABBANDONATO STO FACENDO DEL VOLONTARIATO CARO AMICO ABBANDONATO SARAI CONTENTO SE TI AVRO’ AIUTATO
LI HANNO RINCHIUSI IN CASE APPOSTA SE UNO DOMANDA NON C’E’ RISPOSTA BASTEREBBE SOLO UNA CANZONE UNA CHIACCIERATA, UN’ATTENZIONE
CARO AMICO ABBANDONATO STO FACENDO DEL VOLONTARIATO CARO AMICO ABBANDONATO SARAI CONTENTO SE TI AVRO’ AIUTATO
PER DARE UNA MANO A QUESTA GENTE SOLA PER IMPARARE COSE NON DI SCUOLA E TU COSA STAI ASPETTANDO? VIENI CON NOI RIDENDO
CARO AMICO ABBANDONATO STO FACENDO DEL VOLONTARIATO CARO AMICO ABBANDONATO SARAI CONTENTO SE TI AVRO’ AIUTATO
Volontariato è: All’incrocio tra
due strade trafficate, proprio nel centro della piccola cittadina, si trova un pub con una
vecchia insegna luminosa appesa sopra alla porta; se i proprietari no provvedono a
sistemarla, al primo colpo di vento forte cadrà in mille pezzi. Anche il muro si sta
inesorabilmente scrostando, la porta d’entrata e le finestre non vedono uno straccio
da più di un anno; l’interno è forse peggio: un bancone di legno mangiato dalle
tarme, un vecchio biliardo, quattro tavolini con alcune sedie storte e i cuscini scuciti
dai quali esce l’imbottitura ingiallita dal fumo e dalla sporcizia. L’ambiente inospitale è rallegrato dalle voci
concitate di un gruppo di ragazzi che abitudinariamente si riunisce qui per chiacchierare
e fare una partita a carte o a biliardo, bevendo in compagnia. "Ciao Elisa!" la ragazza fa il suo
ingresso nel pub e dopo aver salutato il proprietario si siede al tavolo con i suoi amici. "Ciao ragazzi! Scusate il ritardo ma mia madre
ha voluto che l’aiutassi a pulire la cucina!" "Siamo tutti adesso?! Eh no … manca
Marco!" "E anche Stefano!" i ragazzi si guardano
perplessi: di solito i loro due amici sono puntuali, ma oggi no, come mai?! "Ah, ora ricorso…" interviene Elisa
prendendo in mano la stecca del biliardo e concentrandosi per il tiro. "Ho saputo che Marco tutti i giovedì si è
impegnato ad accompagnare al parco un ragazzo in carrozzina…" "Ah, si, mi ha detto che si è iscritto ad
un’associazione di … di volontariato!" "Che cosa?! Ma è forse impazzito?! Così ha
deciso di sprecare i suoi pomeriggi al parco con un infermo?!" commenta Enrico
esterrefatto con la sigaretta in bocca, mentre afferra il suo calice di birra e comincia a
sorseggiarla. "Non è matto: lui dice che è felice,
sereno" interviene Claudia difendendolo. "Parlando con lui anche io ho avuto
l’impressione che si diverta. Ha affermato che si riescono a fare buone amicizie ed
è un’opportunità per sentirsi utili mentre si aiutano persone più sfortunate di
noi; e non dimentichiamoci che si aggiunge qualche punto al credito scolastico!" "Ci andrei anch’io de solo avessi un
po’ di tempo libero: se mia madre mi vede seduta, mi dà subito qualcosa da fare,
quindi preferisco uscire quando finisco i compiti." "Anche a me piacerebbe rendermi utile e aiutare
gli altri, ma la sera lavoro quindi non ho proprio tempo per queste cose!" "Lavori?! E cosa fai?!" chiede Anna
incuriosita. "Faccio il cameriere nella pizzeria vicino a
casa mia … voglio riuscire a comperarmi lo scooter!" risponde Enrico con gli
occhi che gli brillano solo all’idea del ciclomotore che presto avrà. "Io qualche volta non ho nulla da fare e mi
piacerebbe sentirmi utile, avere dei valori da seguire e frequentare persone con il mio
stesso stile di vita, per confrontarmi con loro e arricchirmi spiritualmente … mi
attira l’idea di impiegare il mio tempo facendo qualcosa di diverso!" Elisa
sembra avere coinvolto tutti con il suo discorso. Ha trovato il coraggio di esprimere le
sue idee pur temendo di essere poi emarginata dai suoi amici che potrebbero pensarla in
modo diverso. Claudia timidamente dichiara: "Anche a me piacerebbe sentirmi utile …
dev’essere molto gratificante!" "Ragazzi, e Stefano?! Non è che si è
convertito anche lui al volontariato?!" interviene Nicola in tono sarcastico. "Lasciate perdere Stefano, lui ormai è
irrecuperabile: ha cambiato compagnia ed è entrato in un brutto giro … stanno tutto
il giorno nei sotterranei della ferrovia a fumare e … bhè mi avete capito, no?!
Peccato,era simpatico!" I ragazzi increduli fissano Enrico, aspettandosi che
sia uno dei suoi soliti scherzi; ma questa volta Enrico è serio e triste mentre parla. "Ho saputo anche che la polizia li ha fermati
due o tre volte perché guidavano ubriachi. Ma perché non è rimasto con noi?! Per me va
a finire male." "L’altro giorno ho incontrato Stefano
davanti all’edicola, l’ha salutato e lui mi ha guardato: aveva uno strano
sguardo perso nel vuoto, come se non mi vedesse, e non ha risposto al mio saluto. Era
proprio fatto. Mi dispiace tanto per lui, poverino." "Cosa possiamo fare per aiutarlo?!" "Noi niente ma possiamo chiedere aiuto a
qualche esperto, qualcuno che si occupi di queste cose…"
"Si, a qualche associazione…" "Per le associazioni basta rivolgersi a Marco,
lui sarà un esperto ormai!" aggiunge Enrico con un sorrisetto malizioso. "Ma non è che sei geloso di lui?! Almeno Marco
è riuscito a impiegare il suo tempo libero in modo proficuo, lui si è informato!" "Anche io lavoro in modo proficuo!" "Si ma tu lo fai solo per te stesso mentre
Marco si dedica agli altri senza pensare ai suoi bisogni personali, non credi siano due
attività completamente differenti?!" lo attacca Anna seccata
dall’insensibilità del suo amico Enrico. "Perché non andiamo a cercare Marco per
informarci su quello che fa realmente?!" propone Anna."S’, dai! Io direi di trovarci fuori di
casa sua alle otto stasera, così gli facciamo una bella sorpresa. Che ne dite?!"
continua Claudia: "Va bene! Io porto un dolce." "Ed io qualche bibita!" Tutti sembrano entusiasti all’idea. "E tu Enrico non vieni?!" "No, stasera devo andare in discoteca con
alcuni amici di mio fratello. Salutatemi il volontario!" dice avviandosi
verso la cassa per pagare le due birre che si è scolato. Una volta che Enrico è uscito Nicola interviene: "Ma che cos’ha?! A volte è proprio
strano!" Dopo essersi dati appuntamento alle 20.00, i ragazzi
si salutano e vanno verso le rispettive case. Alle 20.00 in punto il gruppo di amici si ritrova
appena fuori dal vialetto che porta alla modesta casa di Marco. "Siamo tutti?!" chiede Anna. "Sembra di si … dai andiamo!" Insieme si dirigono verso l’ingresso e dopo
pochi minuti dal suono del campanello, la porta si apre e appare Marco. "Ciao ragazzi! Che bella sorpresa, venite
dentro!" il ragazzo è al colmo della gioia e fa accomodare i suoi amici in
soggiorno, mentre la madre taglia la torta ancora calda portata da Anna e la distribuisce
assieme alle bibite. "Allora, Marco, tutto bene?!" "Certo! Ma Enrico e Stefano dove sono?"
chiede Marco perplesso. "Bhè … Enrico è andato in discoteca con
suo fratello, e Stefano …" Claudia non ha il coraggio di finire la frase. Nicola prende forza e continua: "Stefano è nei guai: ha cambiato giro, un
brutto giro, mi capisci no?! Noi volevamo appunto un tuo consiglio: a chi possiamo
rivolgerci per aiutarlo a tornare con noi?!" Dopo aver pensato un po’, Marco Afferma: "Conosco un’associazione che organizza una
terapia di gruppo per cercare di recuperare i ragazzi tossicodipendenti. Domani mi
informerò meglio e poi vi saprò dire. Mi dispiace tanto per lui e per la sua
famiglia." "Grazie Marco! Dai, raccontaci un po’ cosa
fai tu con la tua associazione!" "Sul serio vi interessa?! Non c’è una
vera e propria associazione con la A maiuscola perché è tutto organizzato dalla
parrocchia. Il mio gruppo è formato da quattordici ragazzi e ragazze tutti molto
simpatici e gentili. Ogni giovedì andiamo a trovare le persone più
bisognose della nostra comunità: anziani, disabili, persone sole o ragazzi con problemi.
Passiamo il pomeriggio tenendo loro compagnia, li accompagniamo a spasso, a fare spese se
hanno bisogno, chiacchieriamo con loro, insomma … è un modo per dare un po’ del
mio agli altri. Quando vedo una persona in difficoltà mi sento in dovere di aiutarla per
… solidarietà!" "Sei proprio in gamba Marco!" commenta
Anna con uno sguardo pieno di ammirazione. "Comunque ci sono tante altre organizzazioni
alle quali si può aderire per dedicare il proprio tempo libero agli altri e alla propria
società. Purtroppo i giovani d’oggi non sono interessati a queste attività." "Ma a Volte è anche colpa delle stesse
associazioni che dovrebbero farsi pubblicità, diffondere le proprie idee in modo che noi
giovani siamo infornati." "Potrebbero introdurci e spiegarci le loro
attività a scuola!" a scuola!" aggiunge Anna. Marco interviene ammonendo i suoi amici: "Bisogna però stare attenti perché ci sono
delle persone che ci speculano su, e alcune associazioni sono poco serie." "A me piace tanto ascoltare i racconti degli
anziani e imparare dalle loro esperienze … è un modo gratificante e istruttivo per
passare il tempo, ti senti più maturo, più grande." Il silenzio è rotto da Claudia che perplessa
domanda: "Ma a chi posso rivolgermi per prendere
informazioni?" "puoi andare in Internet a visitare i siti
delle varie associazioni, informarti nella tua parrocchia o nel comune della tua città.
Quando c’è volontà si riesce sempre a trovare una persona in grado di indicarti la
via più facile per aiutare gli altri!" esclama Marco entusiasta. Claudia è un po’ perplessa: "E se poi non riesco a portare a termine il mio
compito, oppure non ho tempo sufficiente …?" Anche Elisa ha qualche dubbio: "E se poi mi annoio e non mi piace?!" Marco le rassicura dicendo: "Il volontariato è una scelta di vita che ti
permette di maturare scoprendo le tue capacità, e nello stesso tempo è un valido aiuto
per la comunità. Deve però essere una scelta personale fatta da una
persona x Che crede realmente in questa attività che solo
così potrà dare un vero senso alla sua vita, una soddisfazione unica e una gioia
immensa." "Si, forse hai ragione Marco." "A chi non dà soddisfazione vedere stamparsi
un sorriso sul volto rugoso di un dolce vecchietto rimasto solo, chi non si commuove nel
vedere un ragazzo down che gioca con gli altri e si diverte, chi non si sente realizzato
quando un ragazzo in sedia a rotelle ti dice ‘grazie!’ scioccandoti un bacio
sulla guancia dopo che lo hai solo accompagnato a fare un giro al parco o hai dedicato
un’oretta del tuo tempo a giocare con lui … che cos’è un’oretta del
nostro tempo?! Noi che siamo sani e circondati da persone che ci vogliono bene e sono
pronte ad aiutarci se ne hai bisogno, Veramente non abbiamo del tempo da dedicare a chi è
più sfortunato di noi?!" "Sono d’accordo con te!" esclama con
convinzione Anna seguita dagli altri. "Comunque ognuno può impegnarsi in base alla
propria disponibilità e predisposizione perché ci sono infinite associazioni:
ambientalistiche, sportive, umanitarie, assistenziali, culturali, parrocchiali…"
aggiunge Marco. "Ragazzi! Mi è venuta un’idea!"
interviene Nicola: "Perché non formiamo noi una nuova
associazione?! Potremmo andare a trovare le persone bisognose del nostro quartiere per
cominciare…!" I ragazzi si guardano e sembrano entusiasti mentre
acconsentono. DRIINN… Marco c’è un tuo amico alla porta!" lo
avvisa la madre. "Si, fallo entrare!" Dopo poco fa il suo ingresso Enrico che sotto gli
sguardi attoniti dei suoi amici spiega: "Ho preferito raggiungervi piuttosto di andare
in discoteca … sono ancora in tempo per una fettina di dolce?!" Marco si alza e
porge all’amico una salvietta con la torta e un bicchiere di Coca Cola.Mentre Enrico divora lo spuntino, i ragazzi gli
raccontano della loro idea: "E’ stupendo, ma … c’è posto
anche per me?!" chiede Enrico. "Certo! L’associazione è aperta a tutti
coloro che desiderano impegnarsi seriamente nel volontariato!" "E come lo chiamiamo?!" Dopo qualche minuto di riflessione Enrico propone: "AIUTO A CHI NE HA BISOGNO!" tutti
sembrano d’accordo così i ragazzi si stringono le mani inaugurando la nuova società
e facendo progetti: "Offro il mio garage come sede!" "Ed io farò i volantini pubblicitari col mio
nuovo computer!" "Io cucinerò dolcetti da offrire ai nostri
ospiti!" I ragazzi sono entusiasti e alla fine della serata
si congedano dandosi appuntamento al giorno dopo. Il pomeriggio seguente il garage di Claudia sembra
una piccola fabbrica con un’efficiente catena di montaggio dove ognuno si dà da fare
senza lamentarsi. Tutti i mobili sono trasportati in giardino, il
garage ripulito da cima a fondo e tutti i muri ripitturati. Dopo una breve pausa per uno spuntino, i ragazzi si
riuniscono in giardino per fare una scelta dei mobili: decidono di tenere solo due
scaffali, una scrivania, qualche sedia e un vecchio divano. Accatastano i mobili scartati
davanti al cancello e la sera il padre di Claudia li porta in canonica con il suo furgone
come dono alla chiesa. "Ora la sede è a posto!" esclama Elisa
soddisfatta. Enrico arriva di corsa seguito a ruota da Nicola: "Che ve ne pare dei volantini?!" chiedono
sventolando i fogli sotto i loro occhi. "Bhè…sono perfetti!" Anna appende i tre fogli a formato gigante sulle
pareti rimaste vuote e poi si allontana per ammirare la sua opera. "Vanno bene li?" chiede. I ragazzi sono
d’accordo ed esausti si siedono a riflettere sul loro lavoro. "E adesso cosa facciamo?!" "Domani pomeriggio Anna ed io andiamo in giro
per il quartiere ad appendere gli altri volantini, e poi ci troviamo tutti qui alle
quattro, ok?!" chiede Elisa. 2Va bene! Ed io porterò un dolce da distribuire ai
nostri primi clienti!" "Secondo me il primo cliente dev’essere
una persona speciale, voi cosa ne pensate?!" "E’ vero, ma …chi?" "E’ semplice: Stefano! Si domani andremo a
trovarlo tutti assieme!" "Speriamo che almeno ci apra la
porta…" sogghigna Enrico. "Non essere sempre così disfattista! Vedrai
che andrà tutto bene e se lui accetta di farsi aiutare, lo accompagneremo in un centro
specializzato" lo sprona Marco sicuro di sé. Trascorsa una settimana di duro lavoro i ragazzi si
riuniscono dopo cena a casa di Anna per discutere tra loro. "Io sono proprio contenta dei nostri primi
risultati! Ma ci pensate che Stefano si sta curando, finalmente?!" "Eh si, e poi potrà unirsi di nuovo al nostro
gruppo non appena avrà finito la terapia!" "A proposito: domani a chi tocca andare a
trovarlo in istituto?!" "E’ il mio turno!" esclama
prontamente Claudia. "Io vado da nonna Olga e da Pietro, il ragazzo
che abita all’angolo della mia via." "Quello a cui è morta la mamma?!" "Si, poverino. Dovevi vedere che triste che era
appena sono arrivato… mi ha fatto tanta compassione! Ma poi sono riuscito a distrarlo
e abbiamo giocato insieme con la Playstation … ho donato un pomeriggio felice ad un
ragazzino che ormai sembrava non sapere più cosa vuol dire sorridere, essere importante
per qualcuno." "Il nostro è un lavoro stupendo e molto
gratificante e non dobbiamo mai smettere di consigliarlo a tutti i nostri
conoscenti!" afferma Nicola con convinzione. "Si, perché io trovo che al giorno d’oggi
il volontariato sia poco valorizzato e per questo molti ne hanno scarsa fiducia"
commenta Elisa. "Già: il primo giorno eravamo solo noi sette,
mentre adesso siamo in undici!" continua Elisa entusiasta. "Bastava solo un po’ di pubblicità in
modo che i giovani fossero informati delle nostre attività." "Anche il parroco è molto soddisfatto e
orgoglioso di noi!" "La nostra piccola associazione ha contribuito
ad unire la comunità parrocchiale e a conoscere più a fondo la società in cui
viviamo." Tutti sono contenti e sereni ed ogni dubbio e
titubanza è svanito falle loro menti, proprio come aveva promesso loro Marco. A volte basta una fievole ma forte scintilla per
accendere e aizzare quello che poi diventerà un grande falò, capace di ardere i piccoli
problemi di una comunità e far venire alla luce quelli più grandi, in modo che un giorno
si riesca a trovare una soluzione anche alle più profonde piaghe della società odierna. Così grazie a Marco, alla sua determinazione, forza
di volontà e d’animo, un gruppo di ragazzi è riuscito a impegnarsi in
un’attività utile e indispensabile per l’unione e la solidarietà tra le
persone: AIUTO A CHI NE HA BISOGNO.
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